conversational * ideeperlanuovacomunicazione

Perchè dovrei avere un Apple?

27 Settembre 2009 · 28 commenti

appleconfCredo che qualsiasi professionista della comunicazione aziendale dovrebbe vedersi dall’inizio alla fine i video degli eventi Apple. Non scherzo: è quanto di più avanzato, in materia di marketing communications, una azienda possa produrre in materia di branded content. Prendiamo l’ultima Developers Conference, in cui vari personaggi della Casa di Cupertino si sono avvicendati per mostrare le ultime meraviglie hardware/software al più fedele e acritico dei pubblici (gli sviluppatori, appunto). E’ un grande show. E’ più divertente e spettacolare di molte cose che si vedono in TV, pur non essendo associate a un marchio.

Durante la conferenza, i vari personaggi che popolano il palco dell’ormai mitico Moscone Center si atteggiano a star, e fanno bene, perchè sono star! Basta che facciano la loro apparizione, e il pubblico in sala (che - non dimentichiamo - è in questo caso l’anima dell’ecosistema Apple) prorompe in ovazioni e gridolini.

Non c’è nemmeno bisogno della tanto decantata conversazione tra Azienda e utenti: quella che viene tributata alla mela dai suoi fans e’ una adozione incondizionata, che prescinde dalla natura dei messaggi. Per dirne una, se viene annunciata, come nuova feature dell’iPhone 3G, la possibilità di riprendere video, tutti impazziscono di gioia, dimenticando che questo è possibile con telefoni che costano venti volte di meno. E che dire dello sconvolgente annuncio di uno slot per SD card sui MacBook, una tecnologia presente da anni sul più grigio dei PC?

In ogni caso, occorre riconoscerlo, gli uomini Apple sono preparati alla perfezione. Si muovono con disinvoltura, sorridono, sono disposti a scherzare. E di questi scherzi, sullo sfondo, le vittime designate sono ovviamente i troppi sgorbi partoriti negli anni da Microsoft: le applicazioni di Office ma soprattutto Vista e il successore Windows 7, descritto come poco più che una patch tra le risate di scherno della folla, che giustamente inorridisce all’idea di dover continuare “ripulire il registro”, “effettuare  la deframmentazione dei file” e altre menate del genere.

La comunicazione della Apple, costretta ancora a rinunciare al carisma di Steve Jobs, si affida oggi a uomini proposti come i semidei che ci consegneranno il futuro: un futuro targato mela in cui tutto sarà elegante, flawless e a portata di mano, in virtù di una tecnologia superiore che giustifica un più elevato “price tag”.

Sì, ma quanto vale questo price tag? E’ davvero tutta tecnologia quella che paghiamo in più per un prodotto Apple? Certo che no. Come tutti sanno, esibire la mela è un esercizio di “personalità aumentata”. Possedere uno di questi device, dal Macbook Pro allo stesso iPhone equivale ad appartenere a una razza eletta di persone che il futuro l’hanno capito anni fa, e lo stanno manovrando con gesti naturali, l’accelerometro, il multi-touch,  all’insegna di un nuovo paradigma secondo cui “l’interfaccia è la tecnologia”, ma anche - aggiungiamo noi - la differenza di prezzo.

Viene a questo punto da chiedersi perchè mai io non abbia mai avuto un prodotto Apple. E’ una domanda che mi è stata posta più volte, specialmente nell’epoca pioneristica del Podcasting alla quale ho in qualche misura contribuito, e che vedeva nell’iPod il suo oggetto simbolo.

La risposta è che - per ragioni del tutto soggettive - non ne ho mai avuto bisogno. Non ho mai avuto bisogno di comprare un computer per lavorare, perchè me lo ha sempre procurato l’azienda. Ed erano sempre IBM compatibili, spesso prodotti di punta. Quando ho cominciato ad acquistare computer “privati” avevo già seri problemi di schiena, quindi essi non dovevano pesare più di un chilo e rotti. E la Apple, di questi ultraleggeri, non ne ha mai realizzati. Non ho mai acquistato iPod, perchè da sempre, per me (podcaster) un lettore portatile deve anche essere un buon registratore, e così si spiegano i ben sette i-River IFP799 che comprai o feci comprare ad amici compiacenti. E per quanto riguarda l’iPhone, non ho mai accettato l’assenza di una tastiera ergonomica, così come il fatto di costituire il centro di un ecosistema completamente controllato: le applicazioni sono pubblicate sullo store solo previa accettazione della casa madre, a protezione dei suoi vari e multilaterali business. Per non parlare della tangibile sensazione di “lock in” in un mondo entrati nel quale è difficile uscire: se il prodotto (e l’ecosistema) è davvero così superiore, perchè ostacolare una eventuale fuga del cliente e dello sviluppatore con tutta una serie di pratiche? Potrei andare avanti all’infinito, ma mi fermo qui.

Nessuno nega che si tratti di oggetti straordinari, per molti versi insuperabili. Ma finora non sono mai stato disposto a cedere su alcuni punti “di fondo” per avere in cambio il loro superiore design, l’inarrivabile interfaccia utente, l’attrazione quasi sensoriale che questi oggetti indubbiamente esercitano. Non è una posizione ideologica, infatti non è immutabile. Scenderò sicuramente a questi compromessi il giorno che la Apple sfornerà un MacBook del peso di un chilo e che sia in grado di entrare del mio zaino, e il prezzo non sarà certo un problema.

Circa invece il citato aspetto della “personalità aumentata” di chi li possiede,  questo su di me ha un effetto quasi controproducente. Nel momento in cui mi renderò conto che desidero uno di questi gadget perchè li possiedono parecchie persone del giro che conta, questo significherebbe che c’è qualcosa che non va in me, non nel mio computer, nel mio telefono o nel mio lettore portatile. E in quel caso i 699 euro preferirei darli al mio psicanalista.

Categorie: advertising · comunicazione aziendale · culture digitali · eventi · marketing · media · podcast
Tagged: , , , , , , ,

28 commenti sino ad ora ↓

  • Perchè dovrei avere un Apple? | BNotizie Magazine // 27 Settembre 2009 at 02:05

    […] l’articolo originale: Perchè dovrei avere un Apple? Tags: Anima, Articolo, Branded Content, Comunicazione Aziendale, Conversazione, Cupertino, […]

  • vincos // 27 Settembre 2009 at 07:44

    Gran bella riflessione, la penso esattamente come te; inoltre l’espressione “personalità aumentata” spero sia sotto creative commons perchè te la ruberò :)

  • blubbo // 27 Settembre 2009 at 09:00

    ciao! ti ho letto per caso su FF (almeno a qualcosa serve),sei riuscito a descrivere in larga parte quello che della mezza mela non i ha mai convinto. poco tempo fa parlando con un ragazzo che ha un mac book mi dice: da quando ce l’ho la mia produttività effettivamente è aumentata. e io: hai meno programmi con cui giocare e perdere tempo? e lui ridendo : anche!

  • bastet // 27 Settembre 2009 at 09:59

    da utente mac “since 1992″ mi trovo in parte d’accordo e in parte no… forse perché ho sempre acquistato hardware targato “mela” per necessità professionale, e non per moda…

    cmq questo conferma come il marketing e il piano di comunicazione, utilizzato in questi ultimi anni dalla Apple, hanno avuto la meglio anche sul più evoluto dei target (i geek) :)

  • Alberto Farina // 27 Settembre 2009 at 10:28

    Io ho avuto il percorso opposto al tuo, Antonio: non avendo praticamente mai avuto un datore di lavoro fisso, sono passato direttamente dal Commodore 64 al MacPlus (preso usatissimo a un prezzo irrisorio da un amico di mio padre che se ne liberava), scoprendo l’interfaccia grafica e il mouse quando i miei amici digitavano comandi esoterici in cui l’hard disk si chiamava C: o roba simile. Negli anni ho visto i PC avvicinarsi sempre più all’usabilità del Mac, ma ormai era soprattutto una questione di abitudine… il fatto che in TUTTE le applicazioni i comandi base siano SEMPRE gli stessi, l’intuitività dell’interfaccia e anche la sua, passami il termine orrendo, “amichevolezza” non forzata… non come certe mascotte di Windows che, ricordo, mi apparivano non volute e mi rompevano le scatole con spiegazioni inutili e animazioni pesantissime (ricordo un cagnolino che si dava le arie di “cercatore” e sull’hd non mi trovava niente, ma scondinzolava… e ricordo una ORRENDA graffetta animata che mi si apriva sempre in un riquadrino e scassava le scatole con suggerimenti che non avevo chiesto). So che, ormai, mi sento più a casa nell’ambiente Mac, anche se è MOLTO più complicato di quando usavo il sistema 6.0 e anche se non sono assolutamente più in grado di metterci le mani. Ma so anche che praticamente mai mi perdo, nel mio computer, e quasi mai mi trovo a dire: “Ma perché fa così? Ma dove è finito quel coso là?” Cose che invece, ora che sono circondato da colleghi su PC, sento da loro dire almeno una o due volte a settimana.

  • Michele // 27 Settembre 2009 at 10:28

    “più fedele e acritico dei pubblici (gli sviluppatori, appunto)” questa è una sonora cazzata.

    gli sviluppatori sono quelli che vedono il lato peggiore di apple. sono quelli che hanno a che fare con crash ripetuti di Xcode, con documentazione incompleta, con API bacate, che patiscono di più le limitazioni imposte da AppStore, che devono usare le loro peggiori interfacce web sviluppate in fretta tanto perché servono, che gli viene portata via la fonte di reddito per una nuova funzione di OS X, che non possono discutere coi colleghi per via di NDA imposte.

    basta frequentare qualsiasi mailing list o forum per vedere quanto è falso quello che hai scritto.

    adesso leggo il resto dell’articolo.

  • ArMyZ // 27 Settembre 2009 at 10:49

    Condivido pienamente l’analisi che hai fatto. In parte la mia esperienza è uguale alla tua: i portatili IBM aziendali e mondo MS sia a lavoro che a casa. Poi dopo mille formattazioni, recovery, registry che mi bussavano sul display mi son posto la tua stessa domanda? Perchè devo passare il mio tempo a guardare una stupida clessidra anzichè essere produttivo o semplicemente, divertirmi senza preoccuparmi dei macigni di antivirus, disinstallazioni mai definitive? Ho cominciato dall’iPod, poi il macbook, poi il touch ed infine l’iPhone. Non credo di avere una personalità aumentata (lol) ma di sicuro sono più felice di prima e ho più tempo *mio* per fare quello che più desidero con i miei apparati.
    Ah, l’unico problema che ho avuto con il Mac è stato con office for mac. Coincidenze:)

  • ezekiel // 27 Settembre 2009 at 12:26

    Tutto vero, però aggiungerei un elemento.
    E’ un marketing basato sul prodotto (e non il contrario come pensano molti), cioè su una solida ingegnerizzazione, che ha pochi eguali.
    E la filosofia di questa ingegnerizzazione (nella nuova Apple, dal ritorno di Steve Jobs) si basa sulla negazione dei prodotti Microsoft: senza quest’ultima questi prodotti Apple non esisterebbero.

    Sono progettati e ideati per rispondere alle esigenze (pratiche, sensoriali, ergonomiche ecc.) disattese da MS.
    Ogni volta che MS persegue la sua caratteristica filosofia software-centered fa involontariamente marketing per la filosofia user-centered Apple.

  • Antonio Pavolini // 27 Settembre 2009 at 12:56

    @michele - parlavo degli sviluppatori in sala, che non credo avrebbero avuto quell’atteggiamento a tappetino se avessero dovuto fare i conti con i problemi cui fai riferimento. ah,e li leggo, i forum. e infatti sono pieni di gente che critica chi va alla developers conference…
    aggiungo, rispetto a FF, che se nonostante tutti questi problemi gli sviluppatori affollano felici la sala del moscone center e accolgono gli apple speakers con salve di applausi, il loro è un atteggiamento fideistico e acritico.

  • Antonio Pavolini // 27 Settembre 2009 at 13:01

    intanto grazie per i vostri contributi, concordi e discordi. era inevitabile che si scatenasse questo tipo di discussione (con derive ideologiche che nel mio post ho cercato attentamente di evitare). no, non dico e non dirò mai che chi compra apple lo fa “per moda”. molti lo fanno perchè hanno esigenze pratiche e professionali diverse dalle mie (tutti i creativi, per esempio, lo fanno come @bastet da molti anni, e fanno bene) . alcuni lo fanno per moda ed è legittimo. se lo facessi io, per moda, per un oggetto tecnologico, non sarei molto contento di me stesso. su altri oggetti sono felice di comprare per leve emotive. tutti compriamo sogni, altrimenti saremmo nella DDR. ma per questo tipo di oggetti, soggettivamente, adotto altri criteri. ripeto, quando apparirà un netbook con snow leopard, un oggetto apple soddisferà anche gli “altri criteri”. per il momento no. e sono sicuro che non l’hanno ancora lanciato non perchè non siano in grado, ma perchè, per una volta, sarebbero “follower”. e questo sarebbe gravissimo per il brand :)

  • maxanima // 27 Settembre 2009 at 13:38

    Molto interessante il tuo articolo. Ho un Mac da 5 Anni, iPod, iPhone e accessori vari. Ho anche un PC ma ormai solo per forza d’inerzia.

    Dire che si compra Apple per la moda mi sembra una frase da chi vuol fare “il diverso tra i diversi” ;-) e non è secondo me per nulla da Mac-User…tranne forse per qualche baby fans della Mela.

    Chi compra Apple apprezza la cura, l’innovazione, la bellezza, la praticità, la durata e un infinità di aspetti che solo chi usa Apple conosce…io rido e continuerò sicuramente a ridere ogni volta che vedo usare un PC (rido anche di me stesso quando lo uso) e vedo cose che in un Mac non vedrò mai…per fortuna!!!!

    Anche la storia che sia soprattutto adatto a chi ci lavora…ma chi lo dice??! iPhoto, iMovie, GarageBand e via dicendo…servono per di tutto di più…e certo i software marcati Microsoft non hanno certo le stessa capacità di riunire facilità d’uso a miriadi d’opzioni avanzate senza mai intoppi, problemi, blocchi e bla bla bla.

    Il prezzo?? Quando si paga per certa qualitá non si fa una piega….se poi volete spendere il doppio per Vista…allora ok….sono un modaiolo ;-)

  • antonio pavolini // 27 Settembre 2009 at 18:32

    mi rassegno…è inutile ripetere ovunque (sul post, nei commenti del post, nei commenti di friendfeed) che non penso che tutti gli acquirenti di Apple lo facciano “per moda”…anzi, credo siano una minoranza, tra l’altro legittima: ognuno compra quello che vuole, sono i soldi a darne il diritto, non la tipologia delle motivazioni…io stesso per altri tipi di oggetti mi faccio influenzare dalle mode…ma nessuno mi ha mai chiesto, ossessivamente, e per anni “perchè vai avanti con la Ford, la Nissan va molto meglio?”. questo succede con Apple: non si accontenta di vendere splendidi prodotti a milioni di clienti giustamente soddisfatti…vuole anche creare dei “testimoni di Geova”, o meglio - come si dice nel marketing - degli “ambassador” che non sono remunerati in danaro ma dal diritto di ritrovarsi nei loro incontri a raccontarsi barzellette su quanto sono orrendi gli altri PC…
    è una minoranza che puntualmente viene a galla quando qualcuno, come ho fatto io in questa occasione, spiega sinceramente i motivi soggettivi per cui lui non si è mai comprato nulla di targato mela. la reazione, qui e su FF è automatica, quasi un riflesso condizionato: “stai dicendo che chi compra Apple lo fa per moda”.
    ovviamente non è così, ma una discussione su premesse incoerenti è inutile che vada avanti…

  • Pasquale // 27 Settembre 2009 at 18:53

    Che bella discussione :) Mi piace perché, forse non volendo, è riuscito a far affiorare a mio parere (e ho presso un macbook da poco) gli elementi identificativi dei mac (non parlo del resto dei prodotti Apple che non conosco in prima persona):
    a) Una solida ingegnerizzazione;
    b) Un sistema operativo ben curato;
    c) Un sistema di marketing “diabolico”;
    d) La mancanza di libertà di altri sistemi.
    e) Una buona interoperabilità
    f) … (per il momento basta così)
    Tuttavia (è innegabile che tanti comprano Apple per moda) hanno un loro ruolo. Per un portatile ho evitato, stavolta, le finestre e ho affiancato alla mia Sun Ultra24 (con Ubuntu) un macbook preso in offerta da FNAC. Ne sono contento, ma - da sviluppatore - gli smadonnamenti non mancano, come pure non mancano le lodi per aver fatto funzionare tutto o quasi tutto senza problemi. Credo di aver fatto un onesto acquisto, posso fare test diretti sul mac invece che farli fare ad altri e altre cosucce, ma di certo non ho riflessi sulla personalità ;-)

  • Matteo // 27 Settembre 2009 at 20:07

    Chissà perchè tutti quelli che criticano Apple non hanno mai usato un Mac…. hihihi…. :)

  • Antonio Pavolini // 27 Settembre 2009 at 21:59

    @matteo : e chi te l’ha detto? :)

  • Doppiafila // 28 Settembre 2009 at 08:05

    Ciao Antonio, ma come fai a dire che tutti gli utenti Apple lo fanno per moda??? Mi pare vera… scherzo!!! Ho capito, ho capito, non l’hai mai detto… ;-)

  • Alessandro Nasini // 28 Settembre 2009 at 15:27

    Mi pareva strano che per una volta ad uno spunto intelligente e garbato potesse seguire una conversazione di uguale tono…

    Ancora a questo punto siamo? Il mac è ideale per i creativi, un pc lo è per per gli “altri”, mac vola il pc va a pedali, mac è bello e i pc sono tutti orribili… che noia.

  • Valerio // 30 Settembre 2009 at 11:42

    Quello che scrivi è largamente condivisibile, io però ti suggerirei di acquistare (come ho fatto io) un MacBook perchè costa un pò di più ma funziona moooolto meglio e, a differenza dei PC, non genera stress, ma è un piacere utilizzarlo (come gli altri prodotti Apple). Il fatto che sia anche “fico” portarli in giro può non incidere, ma certo non è un aspetto negativo.

    Un’altro motivo per acquistare un Mac è legato alla filosofia del “product design” di Apple: mentre nel mondo PC si tende a privilegiare le funzionalità (quante più ce ne sono meglio è), e le richieste degli utenti, nel mondo Mac si tende ad utilizzare una filosofia minimalstica nel senso che le funzionalità implementate sono quelle che servono; non è compito dell’utente richiedere funzionalità aggiuntive, ma è compito del “product designer” definire le funzionalità minime che servono a soddisfare le esigenze dell’utente; il risultato è un prodotto semplice, elegante e funzionale che sorprende per la intuitività e semplicità dell’interfaccia nonchè per la stabilità ed affidabilità del prodotto.

    Questa filosofia (che non è solo di Apple, ma anche del mondo Linux/Unix) è quella che, in un mondo sempre più complesso, permette di tenere basso il livello di complessità dei sistemi e, di conseguenza, di tenere alto il livello di qualità ed affidabilità.

  • Antonio Pavolini // 30 Settembre 2009 at 13:36

    ciao valerio, ci credi che ti sto scrivendo da un macbook pro? :D ma non è il mio, almeno per ora.
    molto interessante la tua contestualizzazione del problema, più ampia, direi di “ecosistema” :)
    a

  • simplemal // 26 Ottobre 2009 at 18:09

    Complimenti per il testo, è la prima volta che sento critiche intelligenti al mondo Mac. Di solito chi ne parla “male” (passami il termine, anche se so che le tue considerazioni non erano assolutisticamente negative) lo fa senza cognizioni di causa, mentre alcune delle cose di cui parli sono condivise anche da me, che lavoro solo su Mac è certo di convincere tutti ad abbandonare Windows prima possibile.
    Una tra tutte la forza persuasiva del loro marketing sensazionalistico (di cui a breve scriverò un articolo sul mio Blog).
    Ad ogni modo, escludendo tutte le considerazioni sullo stile, la moda e la “personalità aumentata”, sono convinto che i pochi lati negativi che si possono assegnare ai computer Apple, solo mitigati al 100% da tutto il resto e penso che Valerio abbia centrato in todo le ragioni per le quali l’utilizzo di un Mac è sempre più appagante rispetto agli altri sistemi operativi (e ci metto anche Linux).
    Il design alla Apple, non è solo quello esteriore, ma è anche e soprattutto quello funzionale. Dell’hardware, come del Software. A tutte quelle persone che in fondo pensano: non sarebbe bello non dover pensare alle ottimizzazioni, alle puliture di registro, alla modalità provvisoria, agli errori incomprensibili su pagine di memoria con nomi strani. all’obsolescenza immediata dell’hardware per via di software mal congegnati, alla bruttezza del loro grigio pc, alle limitazioni della creatività dovuta a sistemi schematici e freddi… come si fa a non suggerire un Mac?

  • simplemal // 26 Ottobre 2009 at 18:11

    per la fretta ho scritto un commento pieno di errori, chiedo venia.

  • antonio pavolini // 27 Ottobre 2009 at 22:28

    grazie simplemal per il tuo commento. anch’io sto abbandonando windows, per ora verso ubuntu netbook remix, che è fantastico :) comunque ora che ho scoperto di poter installare snow leopard anche sui PC …

    http://www.mantellini.it/?p=7250

    …penso proprio di dargli una chance, anche se so che non completa la user experience senza l’industrial design di un apple…

  • Giovanni da Udine // 1 Novembre 2009 at 10:28

    Ho acquistato il mio primo computer nel 1978 quando ancora non c’erano il PC IBM ed il Commodore. Otto milioni e mezzo di lire per 20Kg di ferro: tastiera, display da 16 caratteri alti 2 cm (niente monito) e stampante termica incorporata da 80 col., floppy da 5″ ed un quarto da 176Kb, BASIC residente Era un Canon BX-1, . Terzo Computer nel 1985, PC AT. da allora un mare di PC; da tre anni anche un PowerBooK G4 da 12″. Rimango ancora convinto che il Mac, per il 98% dei suoi possessori, è il triciclo per chi non sa andare in bicicletta…

  • Antonio Pavolini // 1 Novembre 2009 at 11:24

    @giovanni, ciò che dici è la migliore conferma di quanto sostengo, e cioè che tutto dipende da ciò che soggettivamente ci aspettiamo da un personal computer.
    è ovvio che una persona che si dota di un PC nel 1978 ha aspettative molto diverse da chi compra il primo PC dopo il 2000 (direi la stragrande maggioranza delle persone). Per questi ultimi, probabilmente, l’Apple è il miglior PC possibile. Forse lo sarebbe anche per me (che più modestamente ho iniziato con un Sinclair ZX80), se solo ne uscisse uno che pesi intorno a un chilo, a meno che non adotti la soluzione “della nonna” descritta nel mio commento precedente… :)

  • Sergio // 4 Novembre 2009 at 17:03

    Mi piace questa discussione perchè focalizza finalmente quale è la vera discriminante nella scelta di uno strumento, di lavoro o di svago, quale è il computer: l’utente e le proprie esigenze. Per l’utente poco avezzo il Mac può rappresentare la migliore scelta possibile; quello poco più smaliziato potrebbe invece orientarsi verso Ubuntu, che è sicuro ed affidabile quanto Mac ed ha il considerevole vantaggio d’essere gratuito e installabile su qualsiasi PC e Mac; per il professionista… beh, dipende dalla professione (nel mio campo, sviluppo e progettazione sistemi industriali, non c’è scelta oltre a Windows).
    Personalmente per il computer di casa ho scelto Windows in dual-boot con Kubuntu (mi piace di più l’interfaccia) e l’ho fatto perchè le mie esperienze e le poche esigenze mi hanno spinto in tale direzione, non escludo che un giorno possa acquistare una macchina Apple.

  • Antonio Pavolini // 5 Novembre 2009 at 13:18

    @sergio, siamo esattamente nelle stesse condizioni. abbiamo le stesse esigenze….e abbiamo fatto le stesse scelte (compreso il dual boot con ubuntu per il PC personale, e l’eventualità di dotarsi di un apple in futuro) :)

  • simplemal // 7 Novembre 2009 at 15:30

    Concordo sul fatto che in molti campi professionali si richieda l’uso di Windows per via di specifici software. Io lo so, anche win7, virtualizzato su mac. Ok, non è la stessa cosa, ma con il mio MacBookPro 4GB di ram etc.. li faccio girare entrambi senza problemi. Però se proprio avessi la necessità di un computer SOLO con Windows, mi affiderei a qualche macchina economica sinceramente. Ma oltre al computer “da professione” non mi dite che non ne avete uno personale? A studio lavoro sul fisso (iMac) a casa ho un media center (macmini) per lavoro saltuario e svago il mio MacBookPro. Ed è vero che in questa ultima cosa (che amo chiamare digital life) risiede il vero plus dei computer Mac.
    Anche se so che non la pensate come me, mi piacerebbe farvi leggere questo, simpatico ed ironico, post: 25 buone e meno buone ragione per non comprare un mac

    :)

  • costa // 16 Gennaio 2010 at 16:50

    Sono utente Mac per libera scelta da svariati anni, dopo aver usato, maledicendoli, computer PC per i più svariati usi. E’proprio vero, come dici tu, che la “folla giustamente inorridisce all’idea di dover continuare “ripulire il registro”, “effettuare la deframmentazione dei file” e altre menate del genere”, cose che nei prodotti Apple non sono enahce immaginate. Mi permetto di farti rilevare che oltre a tutte le ridette menate,come le hai definite, hai dimenticato di segnalare le famigerate, intollerabili schermate blu, i crash di sistema, i casini degli antivirus per PC con tanto di costosissime licenze, gli spyware, i codici autoex con trojan multipli, i problemi di compatibilità hardware (dalle RAM alle schede agli HDD), le infinite, penose ricerche di drivers compatibili con vari OS succedutisi nel tempo, i problemi di implementazioni di altri sistemi (Linux ad esempio) nelle reti PC, i problemi di navigazione con le tracce di passaggi lasciati ovunque, il timore - sempre costante - di avere il proprio HDD sotto il tiro di qualche hacker che, a nostra insaputa si è introdotto e noi non ne sappiamo nulla……..Tutte cose che con i miei Apple ho, fortunatamente, dimenticato da tempo. Il mio Imac 2,33 Ghz Intel ha ormai 5 anni e nessun - dico NESSUNO - crash di sistema sulle spalle. E’veloce ed efficiente come il primo giorno, è online 24h ci faccio di tutto senza timore di trojan, di intercettabilità di dati ed altri incubi comuni ad utenti PC.Ah, dimenticavo: non mi sono mai sentito “locked in” ma ove mai dovessi esserlo, sarei felicemente coccolato tra le braccia di un computer DAVVERO usabile all 100%, super intuitivo e di estrema facilità, senza riserve!!!!

Lascia un Commento

Bad Behavior has blocked 412 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail