
Da sempre una delle mie maggiori ambizioni è quella di recensire ufficialmente un libro che ancora non ho letto. Dopo aver partecipato, insieme a un manipolo di altri blogger dell’area romana, alla cena con Josh Bernoff - autore di “Groundswell” (L’onda anomala, nell’edizione italiana) - e promossa da Ad Maiora, la tentazione è davvero forte.
Disgraziatamente il mio nuovo lavoro, che ha molto a che fare con gli analisti del mondo dei media e dell’ICT (quasi un contrappasso, dopo averli duramente bastonati in passato) mi impone un minimo di onestà intellettuale. Dovrò quindi limitarmi a “recensire” brevemente la chiaccherata avvenuta con Bernoff, col quale abbiamo avuto uno scambio di vedute sulla profonda natura dei c.d. “consumatori reloaded“.
Questo target, secondo Bernoff, non è più un argomento da seminario di marketing cui il relatore in cerca di visibilità può fare ricorso per autoposizionarsi come il “maverick” di turno. Come anticipato dall’ultimo osservatorio sulla multicanalità questi clienti, il cui processo d’acquisto passa per un numero di scelte e di canali non convenzionali, in larga misura governati dagli utenti stessi, sono ormai una porzione rilevante che richiede un ripensamento complessivo non solo del marketing e della comunicazione aziendale, ma del modo in cui sono strutturate le aziende tout court. E “la cosa si fa urgente”, dato che tali utenti sono ormai presenti in tutte le fasce demografiche, mentre le dinamiche virali dei social media (e la loro capacità di ri-mediare sui media tradizionali) ne estendono il potere d’influenza a sempre nuovi cluster di reddito, cultura, area di appartenenza politica.
Se guardiamo al passato, mi ha suggerito Bernoff di fronte a una matriciana che mi costringeva ad allungarmi per incrociare il suo sguardo, lo scetticismo che ancora accompagna questa analisi è lo stesso che molti avevano circa la portata reale della rete, ai suoi esordi, nell’economia reale. E si vide bene, in quella occasione, quanto fosse ristretto l’orizzonte di quella visione.
Polemicamente avrei potuto ribattere che quello scetticismo era anche figlio della prudenza degli analisti come Forrester, che molto in ritardo riconobbe il potere dei social media per poi sbandierarlo all’improvviso, nel rispetto della regola per cui “non conta chi lo dice per primo, ma chi lo dice col tono di essere il primo”.
Ma sarebbe stato ingeneroso, dato che la stessa Forrester può oggi considerarsi un analista strategico “reloaded”, che - a partire dal sito Groundswell, e dall’omonimo e ottimo blog .- si è rapidamente convertita al “marketing delle idee” in perfetto stile O’Reilly, forse persino con più sostanza ed esperienza rispetto ai molti che hanno percorso la stessa strada. Auguri.
Aggiornamento 10.6.2009: per chi intendesse approfondire, della chiaccherata con Josh parlo diffusamente nell’ultima parte della settima puntata di Digitalia, il podcast di Franco Solerio e Carlo Becchi.
1 commento sino ad ora ↓
groundswell [dinner con josh] come è andata… « Bee Free (the social bee) // 9 Giugno 2009 at 19:46
[…] Bernoff organizzata da Mauro Lupi guardatevi le foto di Kawakumi. Per le considerazioni leggetevi “a cena con l’analista reloaded” di Antonio Povolini. Un mito! Ovviamente Povolini, mica […]
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